lunedì 26 gennaio 2009

Le usurpazioni dei beni di Re Desiderio, discendente di Costantino

Dai pochi documenti reperiti risulta che Civita di Bagnoregio e Bagnoregio fossero due Monasteri dedicati al Salvatore e Al culto di Maria ,appartenenti ad un sito monasteriale di Re Desiderio ,con relative pertinenze che fino al XI sec.era denomineta Balneum Regis. La Storia vuole che a darle questo nome sia stato Desiderio, re dei Longobardi ( 756-774 DC),guarito da una grave malattia grazie alle acque termali presenti nella città. Alcuni manufatti artistici sono giunti sino a noi a documentare la fase longobarda alla quale mise fine Carlo Magno nel 774, resistuendo il territorio al Pontefice, in base pero' alla falsa donazione di Costantino che si scopri redatta proprio alla vigilia dell'incoronazione di Carlo Magno a favore del Papa che loa veva aiutato ad usurpare il Trono di Re Desiderio, erede e discendente degli imperatori Valentiniani e Costantino il Grande. Da questa data Balneum Regis entra a far parte del dominio della Chiesa anche se durante il periodo feudale, la città, con il suo atteggiamento sempre ribelle eeripcolosamente forte, diventò un serio problema per il papato . La signoria feudale cessa intorno alla metà del XXII secolo quando Bagnoregio si costituisce libero comune. Tuttavia, come gli altri comuni italiani, vedrà la sua autonomia minacciata dalle mire dell'Impero. La città viene occupata nel 1186 dal figlio di Federico Barbarossa, EnricoIV, che punta contro Orvieto.I rapporti con Orvieto, caratterizzano l'intera storia medievale di Bagnoregio, ma presentano un carattere costantemente ambiguo, dove questioni irrisolte causano ostilità tra gli abitanti delle due città. E' inoltre fondamentale tener conto del controllo che i Monaldeschi di Orvieto tentavano di stabilire su Bagnoregio al fine di preservarla come presidio guelfo nel quadro degli scontri contro i ghibellini di Viterbo. Il controllo esercitato da questa casata, in effetti, ben presto si tramutò in effettivo dominio.
L'epilogo di questo esasperato periodo di soprappopolazionee sfruttamento si compie nel 1457. La causa occasionale della rivalsa è costituita dalle evasioni compiute dai Monaldeschi in campo amministrativo e fiscale a danno della comunità. Poiché i Monaldeschi si disinteressarono completamente alla vicenda, gli abitanti esasperati insorsero dando vita ad una violenta ribellione che portò alla distruzione del castello della Cervara, dal quale, i Monaldeschi avevano esercitato il loro potere per oltre un secolo. A ricordo di questi eventi furono murati, al di sopra dell'area della Porta di Santa Maria due leoni in pietra basaltica che tengono teste umane tra le loro zampe a ricordo della vittoria del popolo di Civita.
Nell'ultimo decennio del XV sec. si rafforza il controllo della Chiesa sulla città: inizia il "governo dei cardinali" i quali esercitavano il potere a mezzo di luogotenenti. Questa stretta forma di controllo da parte della Chiesa costituisce un pesante freno alle libertà comunali, che videro la loro fine quando nel 1592 venne istituita la Congregazione del Buon Governo con lo scopo di esercitare una stretta sorveglianza su ogni attività dei comuni.
Il ruolo cardine svolto da Civita nelle vicende storiche territoriali inizia la sua parabola discendente dopo il terremoto del 1695, che provocando gravi danni alle strade e agli edifici, costrinse molti abitanti a lasciare la città.
Il susseguirsi di altri terremoti con conseguenti frane e smottamenti che rischiarono di far restare Civita completamente isolata, contribuì ad incrementare il trasferimento della popolazione altrove, fino ad un quasi totale abbandono.





In questo desegno del 1765 viene raffigurato il convento di San Francesco che ora non esiste più e che era situato a metà strada tra la città di Bagnoregio e Civita.




Civita nel 1874 Civita 2000

Oggi Civita è un luogo incantato, dove il tempo non sembra scorrere più. La totale assenza di automobili rende l'atmosfera all'interno di Civita ancora più irreale.

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