mercoledì 26 agosto 2009
martedì 4 agosto 2009
VI DICO CHE ,SE QUESTI TACERANNO,GRIDERANNO LE PIETRE"
"Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre". »
(Lc, 19,38-40)Ai Sensi Autotutela contro diffamazioni, calunnie, falso , intimidazioni di Barbaccia
DENUNCIATA A INTERPOL PM FIRRAO PRESUNTO FAVOREGGIAMENTO MAFIA: Falsi Ordini di Barbaccia, cugino accompagnatore Provenzano,"Associazione a delinquere mafiosa massonica di falsi nobili, truffatori internazionali mercanti di droga,cocaina ,prostituzione,satanisti, crimini , torture,in scomparse giovani donne,pedofilia.L'Ispettore Stramaglia in falsi Ordini con criminali internazionali.
DENUNCIATO AD INTERPOL FALSO ORDINE DINASTICO TEUTONICO FALSO PRINCIPE BARBACCIA GEMELLATO CON ORDEN BONARIA FALSO PRINCIPE JOSE' MANUEL MOSQUERA 1 Nov 2009, 2:54 am
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La sodomia vizio nefando nel 1600 ,occultò l'origine beduina di Barbazza, amante del poeta G.Marino. 24 Oct 2009, 1:09 pm
Almeno Marino era un poeta...Un nostro associato,stamani ha pubblicato una notizia riguardante il poeta seicentesco Giovambattista Marino che ha subito dalla Controriforma processi per sodomia. Dagli archivi inediti dell'Inquisizione,risulta che tr... Read More..
Uno tsunami di illegalita' , mafia, cocaina, crimini,truffe, prostituzione,pedofilia, scomparse ragazze. Ordini Barbaccia colluso con assassini 24 Oct 2009, 3:50 am
Ordini fasulli di Barbaccia,vera associazione a delinquere , secondo i giudici spagnoli raggirano preti, magistrati,forze dell'ordine,governi,associazioni umanitarie , politici...In Spagna i giudici definiscono tali Ordini, associazione a delinquere... Read More..
Denunciata A Interpol PM Firrao presunto Favoreggiamento Mafia! 24 Oct 2009, 2:33 am
Ai Sensi Autotutela contro diffamazioni, calunnie, falso , intimidazioni di Barbaccia DENUNCIATA A INTERPOL PM FIRRAO PRESUNTO FAVOREGGIAMENTO MAFIA: Falsi Ordini di Barbaccia, cugino accompagnatore Provenzano,"Associazione a delinquere mafiosa masso... Read More..
FALSO ORDINE DINASTICO TEUTONICO e BONARIA di Barbaccia :Per Giudici Spagnoli Associazione a delinquere mafiosa, massoneria deviata,falsi nobili! 24 Oct 2009, 1:32 am
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Il Tribunale di Siena,sapeva tutto questo, eppure difende gli assassini! 19 Oct 2009, 12:43 pm
ECCO LA PROVA CHE L'ORDINE FALSO BONARIA , DEFINITO DAI GIUDICI SPAGNOLI SETTA A DELINQUERE MAFIOSA MASSONICA DEVIATA, E' UNA SOLA COSA CON IL FALSO ORDINE TEUTONICO DI BARBACCIA IL FALSO PRINCIPE DI POGGIBONSI . IL FOUNDER DELL'ORDINE BONARIA, E'FA... Read More..
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Barbaccia nipote di un pluriomicida ,lamentava che si dicesse che era parentedi famiglia appartenente Gotha Mafia:ma sceglie assassini! 19 Oct 2009, 12:23 pm
A tutte le forze dell'Ordine , al ministro Interno e Giustizia, all'Antimafia scrive: Gran Master di Barbaccia, falso principe truffatore , satanista, dedito a prostituzione, secondo la polizia spagnola e scomparsa giovani donneFALSO ORDINE DINASTICO... Read More..
I Gran Master Order Teutonic di Barbaccia, e'un truffatore, assassino , falso nobile! 19 Oct 2009, 12:21 pm
Ecco chi difende la Pm Firrao, difensore di sette di assassini!Ecco il Gran Master Ordine Teutone Fasullo del falso re di Svevia:un assassino trafficante di cocaina, altro calunniatore, condannato per diffamazione come Barbaccia .Anche Mosquera,pros... Read More..
Il gran Master di Barbaccia, un truffatore, assassino , falso nobile! 19 Oct 2009, 12:21 pm
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19 Oct 2009, 11:38 am
Il gran Master in Spagna di Barbaccia, falso Re di Svevia e'altro falso nobilePseudofilosófica tradizione. Orden Bonaria: Originaria de Italia, su líder es José Manuel Mosquera y Casteló, ex militar. Ordine Bonaria: Originario di Italia, il lor... Read More..
DENUNCIATA PM FIRRAO PRESUNTO FAVOREGGIAMENTO MAFIA:In Spagna i giudici definiscono associazione mafiosa massonica gli ordini fasulli di Barbaccia ! 18 Oct 2009, 3:59 pm
Giudici spagnoli definiscono falsi ordini equestri di Barbaccia associazione a delinquere droga, prostituzione. Denunciata all'Interpol Pm Firrao(si dice di famiglia piduina neoborbonica) di Siena e Ispettore Stramaglia( si dice parente famig... Read More..
Gran Master di Barbaccia, falso principe truffatore , satanista, dedito a prostituzione, secondo la polizia spagnola e scomparsa giovani donne 17 Oct 2009, 8:51 am
FALSO ORDINE DINASTICO TEUTONICO e BONARIA di Barbaccia :Per Giudici Spagnoli Associazione a delinquere mafiosa, massoneria deviata,falsi nobili! --------------------------------------------------------------------In Spagna scoppia lo scandalo degli... Read More..
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Quandoil giudice e' satanista ilCSM e Cassazione tacciono... 17 Oct 2009, 8:35 am
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Quando il giudice e' satanista, il CSM e la Cassazione tacciono! 17 Oct 2009, 8:23 am
Ecco alcuni esempi degli amici di Barbaccia! Manlio Mario Mingolla, professione membro Compagnia della morte ,torturatore ,mercante di cocaina,vive sotto falsa identita'quale Vescovo MontrezzaCsm e Cassazione difendono ultracasta anche nei confronti... Read More..
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Esposto al Tribunale di Lussemburgo 17 Oct 2009, 7:48 am
Esposto al Tribunale di Strasburgo e Lussemburgo contro Cassazione e CSM Italiano , per presunto favoreggiamento di Francesco Paolo Barbaccia, cugino del Francesco Barbaccia , accompagnatore di Provenzano .Nonostante abbia appreso che magistrati... Read More..
http://heraldrysaxecoburgogotha.blogspot.com/2009/10/secondo-la-polizia-spagnola-mingolla.html 16 Oct 2009, 6:18 pm
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Secondo la polizia spagnola Mingolla vive sotto il nome di Monsignor Alfredo Mario Mingolla Montrezza,torturatore, mercante di cocaina 16 Oct 2009, 5:42 pm
Mingolla venditore di cocaina, torturatore,membrodella Squadradella morte e' connesso con Barbaccia e un certo Arcivescovo Mons. Viktor BUSA Presidente del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace. Che ibridi miscugli!Mingolla ,Come riportan... Read More..
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Chiediamo al Tribunale di Lussemburgo siano smantellati ordini equestri fasulli per traffici di cocaina e mafia! 16 Oct 2009, 2:27 pm
Lo scandalo e' che forse elementi forze dell'ordine e alcuni carabinieri, magistrati gia' sapevano...e si sono offerti a combattere la principessa Yasmin che combatte invano questo mondo! Ecco perche' Stramaglia, parente del clan Mafioso Stramag... Read More..
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I colleghi del falso Ordine equestre Bonaria di Colleoni, Barbaccia,sono torturatori, mercanti di cocaina che si nascondono sotto abiti da prelati 16 Oct 2009, 2:26 pm
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Ecco il collega di Barbaccia e Ispettore Stramaglia anticrimine, in patacche dell'Ordine Bonaria:uno spacciatore di Cocaina 16 Oct 2009, 2:21 pm
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http://sites.google.com/site/lafalsaordenbonaria/nueva-denuncia-publica-1 16 Oct 2009, 2:19 pm
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Ecco un collega Gran Priore Ordini equestri fasulli di Barbaccia :e' uno spacciatore di cocaina! 16 Oct 2009, 2:02 pm
http://sites.google.com/site/lafalsaordenbonaria/nueva-denuncia-publica-1Dunque l'Ispettore Stramaglia, Barbaccia , Colleoni,Josè Manuel Mosquero sono tutti collusi con truffatori, falsi nobili, spacciatori di cocaina ed ex terroristi torturatori d... Read More..
Secondo magistrati spagnoli , il Gran Priore di Barbaccia ,falso nobile,ignorante, truffatore ha ingannato vertici politici , militari,religiosi 16 Oct 2009, 8:58 am
16 ottobre 2009Il Gran Priore ,Mosquera , di Barbaccia, secondo Il Ministero Interni Spagnolo e' un truffatore internazionale, satanista, falso nobile, che ha ingannato vertici politici, militari, forze dell'ordine, religiosi. Denuncia alla corte di... Read More..
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Secondo magistrati spagnoli , il Gran Priore di Barbaccia ,falso nobile,ignorante, truffatore internazionale, sarebbe colluso con la Prostituzione! 16 Oct 2009, 8:58 am
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Il Gran Priore ,Mosquera , di Barbaccia, secondo Il Ministero Interni Spagnolo e' un truffatore internazionale, satanista, falso nobile 16 Oct 2009, 8:21 am
Denuncia alla corte di giustizia di Lussemburgo ed EuropeaFermate Barbaccia, il cugino dell'accompagnatore di Provenzano , Falso Re di Svevia!Un altro suo Gran Master falso Teutone, Josè Manuel Mosquera responsabile dell'ordine fasullo Teutone in Sp... Read More..
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Secondo magistrati spagnoli , il Gran Priore di Barbaccia ,falso nobile,ignorante, truffatore ha ingannato vertici politici , militari,religiosi 16 Oct 2009, 8:58 am
16 ottobre 2009Il Gran Priore ,Mosquera , di Barbaccia, secondo Il Ministero Interni Spagnolo e' un truffatore internazionale, satanista, falso nobile, che ha ingannato vertici politici, militari, forze dell'ordine, religiosi. Denuncia alla corte di... Read More..
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Il Gran Priore ,Mosquera , di Barbaccia, secondo Il Ministero Interni Spagnolo e' un truffatore internazionale, satanista, falso nobile 16 Oct 2009, 8:21 am
Denuncia alla corte di giustizia di Lussemburgo ed EuropeaFermate Barbaccia, il cugino dell'accompagnatore di Provenzano , Falso Re di Svevia!Un altro suo Gran Master falso Teutone, Josè Manuel Mosquera responsabile dell'ordine fasullo Teutone in Sp... Read More..
domenica 2 agosto 2009
Lo Storico Gabriele Reina trova conferma della scoperta delle reliquie del Golgota degli Hohenstaufen nei MGH.

Ostensione della Sindone di Wilhelmus Aprilis Stoffensi Domi Sicene Sveve vocant fontanas(Dinastia Aprilis von Hohenstaufen d'Anjou Plantagenet, sulla spalla destra dell'abbate vie'l'antico stemma dei conti d'Anjou, da cui discendeva la terza moglie di Federico II, Isabella d'Inghilterra)
La principessa Yasmin trova negli archivi des Avril de Saint Genis Buren Anjou di Curlandia antichi pastorali e documenti dei monaci benedettini che confermano quanto asserito dai MGH e gran parte delle reliquie del Golgota, tra cui le Bende di Cristo e le reliquie di San Giacomo.

Gabriele Reina e' uno dei piu' prestigiosi storici ed artisti araldici viventi.(Reina, Gabriele) La sua ricerca storica costituisce la pietra miliare e prezioso contributo che ha condotto la principessina Kathrin alla scoperta epocale che la sindone era di Federico II individuando negli archivi della Dinastia Avril de Saint Genis Buren d'Anjou detta Staufer Friius Pinon Recescegene Sicene Sveve vocant fontanas,le Bende di Cristo e Reliquie del Golgota,oltre a documenti che fanno luce su due secoli di buio della sindone che fu custodita da Federico II.
Lo Storico Gabriele Reina von Sivelli Smania Bonoris ,appartenente ad una antica dinastia lombarda , ha avuto , in virtù della sua epocale scoperta,facoltà di fregiarsi del rango di duca di Meina e di Stresa,presidi longobardi della Gens Potitia , Regia Stirps Langobardorum Regis Desiderii .
E' coautore de
English
I Signori Del Po
by Gianni Guadalupi, Gabriele Reina
Hardcover, Cassa di risparmio di Parma & Piacenza, ISBN 8821609677 (88-216-0967-7)
viaSicily : Nature, Culture and Traditions
by Antonio Attini, Marcello Bertinetti, Gabriele Reina, Maria Cristina Castellucci
Hardcover, White Star, ISBN 8854402222 (88-544-0222-2) Villages of Italy
by A. Attini, M. Bertinetti, Gabriele Reina
Hardcover, White Star, ISBN 8854401927 (88-544-0192-7) Italian
Roma, Palazzo Altieri: Le Stanze Al Piano Nobile Dei Cardinali Giovanni Battista E Paluzzo Altieri
by Eduard A. Safarik, Daniela Di Castro, Gabriele Reina, Rita Paesani
Hardcover, F.M. Ricci, ISBN 8821606376 (88-216-0637-6) I Signori Del Po
by Gianni Guadalupi, Gabriele Reina
Hardcover, Cassa di risparmio di Parma & Piacenza, ISBN 8821609669 (88-216-0966-9) Spanish
Castillos Del Mundo / Castles of the World
by Gianni Guadalupi, Gabriele Reina
mercoledì 29 luglio 2009
Mafia il nuovo Gotha a cura di Orsatti
http://www.avvenimentionline.it/content/view/2787/688/
(la nuova mafia non si serve di mafiosi , ma di insospettati i cui obiettivi sono comuni)
Rileviamo che nonostante pluriennali diffide contro il definito "falso re di Svevia", Signor Paolo Barbaccia, non certo unicamente quale terzo falso re dopo Caspis che adotto' lui ed il maresciallo Calabria, e poi smascherato quale re fasullo,notiamo che Barbaccia tenta di difendersi buttando fango su Pelliccioni di Poli. Ma noi abbiamo affermazioni di migliaia di storici che condividono le opinioni di Pelliccioni di Poli e le stesse dichiarazioni registrate(temono di esporsi a causa della condizione di Barbaccia parente di famiglia appartenente anamnesi Gotha Mafia e la circostanza che la perizia araldica firmata da lo Piccolo, (mentre sicuramente atti giudiziari definiscono la famiglia Barbaccia favoreggiatrice di Provenzano)possa effettivamente costituire un unico disegno contiguo tra parenti di elementi del clan lo Piccolo e parenti del clan Barbaccia,entrambi vicini a Provenzano.Diciamolo chiaramente : l'istituto Araldico di Firenze , attraverso Guelfi di Camajani e l'Istituto Spreti, con Don Mariano d'Otranto definisce falso Re di Svevia il Barbaccia, come lo definisce del resto lo stesso Iagi che recensisce il libro di Pelliccioni di Poli.
Non sembra aver trovato maggior fortuna il tentativo di Barbaccia, di aggiungersi il cognome di una nonna Viscardi, perche' il mondo e' pieno di Viscardi e se tra essi vi e' qualcuno di piccola nobilta' borghese non di certo puo'arrogarsi ,solo perche' omonimo di un soprannome del Guiscardo, che significa astuto,la prosapia degli Altavilla.Per questo il cognome Barbarossa e' molto diffuso in Italia,ma non trattasi di svevi.
Siamo entrati in merito alla vicenda dello stalking diffamatorio contro la principessa Yasmin,poiche' gli attacchi del Barbaccia sono di inusitata ferocia e violenza che disgustano il lettore , ma il segnale che vogliamo inviare è che non s'illuda Barbaccia di vincere la battaglia nel turpiloquio perche contrasta una donna.Il guazzabuglio delle sue menzogne alterano la civile convivenza ed e' doveroso ristabilire uno spirito ecologico nell'ambito della filosofia della rifiutologia.Ci tappiamo il naso e nello stoccaggio dei rifiuti dei siti di Barbaccia, ci tocca bonificare una realta' inconfutabile.Costui manipola disinformazione e crede di poter pascere il suo gregge di erbe avvelenate. Ci riferiamo al sito dinastia barbaccia/a proposito che ancora ammorba la comunicazione. E' falso quanto Barbaccia dichiara , ossia che Guy Stayr de Sainty abbia smentito la principessa Yasmin, semmai ha smentito Michael Stewart , il quale ha inquinato il campo della comunicazione abusando della citazione della Principessa, che lo smentì sin dagli anni 92.Barbaccia e' smentito dalle stesse affermazioni di Guy Stair de Sainty che invece si congratula con la principessa Yasmin , vittima come il d'Asburgo di essere stata indebitamente strumentalizzata da Michael la Fosse Stewart, il quale ha clonato il corpus Saecularium Principum di Federico II, chiamandolo European Council of Princes,ma per confondere le acque si e' riferito ad un marchio registrato esclusivo della Ue registrato dalla Principessa Yasmin che ,tra l'altro, interdisce anche al Barbaccia l'uso del cognome Hohenstaufen.Come Barbaccia ha clonato l'Ordine teutone Dinastico dei veri Hohenstaufen e come Barbaccia ha clonato i Cavalieri di Federico II dei veri Hohenstaufen,ossia Princess Yasmin, così Stewart, clonando ordini della Principessa yasmin, si vantava di essere ratificato dalla principessa Yasmin e da Otto d'Asburgo.Come il Signor Salvatore Coco, collega del Barbaccia nominato duca principe da Barbaccia, promotori della clonazione dell'Ordine Cavalieri di Federico II, millantava che la principessa avallasse il loro ordine e che fosse loro ambasciatrice a Londra,(registrazioni in Procure diversee alla stampa) così il Michael la Fosse Stewart,millantava di essere ricconosciuto dalla principessa Yasmin.Perchè Barbaccia e' impietoso verso Stewart , un elemento che e' tanto simile al suo modo di fare e disfare? Anche Stewart, come Barbaccia aveva riempito il mondo di Ordini e cavalierati fasulli, e sembrava Re del Governo Mondiale, finche' non si e' capito dov'era il trucco... Ora tutti abbiamo capito quali sono gli obiettivi di Barbaccia, dov'e' il trucco nella falsa perizia, e perche' Barbaccia non e' ne' un Antiochia, ne' un Hohenstaufen!Indipendentemente dalla diatriba giudiziaria, resta una realta' che anche se non sussistono prove che Barbaccia sia mafioso, e' incontestabile che sia un falso antiochia e che essendo personaggio pubblico e' di pubblico interesse sapere che gli atti giudiziari dicano che sia cugino di Francesco Barbaccia, un tranquillo dipendente della provincia che era capo della famiglia mafiosa di Marineo.E'incosntestabile che Francesco Barbaccia sia l'accompagnatore di Provenzano.E' incontestabile che la mafia abbia subito una trasformazione e che l'interpretazione sociopsicologica della mutazione della mafia, tenda a servirsi di territori neutrali ed insospettati.Non serve essere mafioso per essere utile alla mafia.Ci si chiede allora se il legittimo sospetto scatenato da giornalisti di Repubblica e vicini al Sisde,che Provenzano voglia impadronirsi della Sicilia tramite mafia, ndrangheta, massoneria deviata, e ...si vocifera... anche tramite falso Re ...non debba indurre la magistratura a maggior cautela nel chiudere l'episodio Barbaccia, come semplice mania araldica di un pataccaro o che non sia di loro competenza perseguire chi abusa di titoli nobiliari. E'indubbio che e' per lo meno bizzarro e farsesco, diciamo... ridicolo ...che uomini delle forze dell'ordine, prelati, o omonimi fasulli nobili, s'inginocchino ai piedi di un ex idraulico ciabattino, terza elementare che e' unico nella sua famiglia che da secoli e' etichettata Gotha mafia,ad aver rivendicato un rango e cognome che nulla ha degli Antiochia che sono vivi e vegeti in Sicilia e ben consapevoli di essere i veri ed unici Antiochia e contestano il Barbaccia. E'una realta' , però ,che ad avvantaggiarsi del castello di sabbia di Barbaccia sarebbe una famiglia Gotha mafia.Di pataccari e' pieno il mondo...ma non tutti...hanno inquietanti anamnesi familiari.Che uso ne fanno di un titolo e cognome che non gli appartiene ,di importanza storica mondiale?
Perche' non dare allora ai d'Antiochia il vero creedito di essere i d'Antiochia, ma darlo ad uno che si chiama Barbaccia o Barbassi Barbas Barbazzi , ma parla solo di Barbe, e non dei d'Antiochia che ci sono e si chiamano proprio d'Antiochia?Se esistono i d'Antiochia, perchè cercarli tra i peli di Barbaccia?
(la nuova mafia non si serve di mafiosi , ma di insospettati i cui obiettivi sono comuni)
Rileviamo che nonostante pluriennali diffide contro il definito "falso re di Svevia", Signor Paolo Barbaccia, non certo unicamente quale terzo falso re dopo Caspis che adotto' lui ed il maresciallo Calabria, e poi smascherato quale re fasullo,notiamo che Barbaccia tenta di difendersi buttando fango su Pelliccioni di Poli. Ma noi abbiamo affermazioni di migliaia di storici che condividono le opinioni di Pelliccioni di Poli e le stesse dichiarazioni registrate(temono di esporsi a causa della condizione di Barbaccia parente di famiglia appartenente anamnesi Gotha Mafia e la circostanza che la perizia araldica firmata da lo Piccolo, (mentre sicuramente atti giudiziari definiscono la famiglia Barbaccia favoreggiatrice di Provenzano)possa effettivamente costituire un unico disegno contiguo tra parenti di elementi del clan lo Piccolo e parenti del clan Barbaccia,entrambi vicini a Provenzano.Diciamolo chiaramente : l'istituto Araldico di Firenze , attraverso Guelfi di Camajani e l'Istituto Spreti, con Don Mariano d'Otranto definisce falso Re di Svevia il Barbaccia, come lo definisce del resto lo stesso Iagi che recensisce il libro di Pelliccioni di Poli.
Non sembra aver trovato maggior fortuna il tentativo di Barbaccia, di aggiungersi il cognome di una nonna Viscardi, perche' il mondo e' pieno di Viscardi e se tra essi vi e' qualcuno di piccola nobilta' borghese non di certo puo'arrogarsi ,solo perche' omonimo di un soprannome del Guiscardo, che significa astuto,la prosapia degli Altavilla.Per questo il cognome Barbarossa e' molto diffuso in Italia,ma non trattasi di svevi.
Siamo entrati in merito alla vicenda dello stalking diffamatorio contro la principessa Yasmin,poiche' gli attacchi del Barbaccia sono di inusitata ferocia e violenza che disgustano il lettore , ma il segnale che vogliamo inviare è che non s'illuda Barbaccia di vincere la battaglia nel turpiloquio perche contrasta una donna.Il guazzabuglio delle sue menzogne alterano la civile convivenza ed e' doveroso ristabilire uno spirito ecologico nell'ambito della filosofia della rifiutologia.Ci tappiamo il naso e nello stoccaggio dei rifiuti dei siti di Barbaccia, ci tocca bonificare una realta' inconfutabile.Costui manipola disinformazione e crede di poter pascere il suo gregge di erbe avvelenate. Ci riferiamo al sito dinastia barbaccia/a proposito che ancora ammorba la comunicazione. E' falso quanto Barbaccia dichiara , ossia che Guy Stayr de Sainty abbia smentito la principessa Yasmin, semmai ha smentito Michael Stewart , il quale ha inquinato il campo della comunicazione abusando della citazione della Principessa, che lo smentì sin dagli anni 92.Barbaccia e' smentito dalle stesse affermazioni di Guy Stair de Sainty che invece si congratula con la principessa Yasmin , vittima come il d'Asburgo di essere stata indebitamente strumentalizzata da Michael la Fosse Stewart, il quale ha clonato il corpus Saecularium Principum di Federico II, chiamandolo European Council of Princes,ma per confondere le acque si e' riferito ad un marchio registrato esclusivo della Ue registrato dalla Principessa Yasmin che ,tra l'altro, interdisce anche al Barbaccia l'uso del cognome Hohenstaufen.Come Barbaccia ha clonato l'Ordine teutone Dinastico dei veri Hohenstaufen e come Barbaccia ha clonato i Cavalieri di Federico II dei veri Hohenstaufen,ossia Princess Yasmin, così Stewart, clonando ordini della Principessa yasmin, si vantava di essere ratificato dalla principessa Yasmin e da Otto d'Asburgo.Come il Signor Salvatore Coco, collega del Barbaccia nominato duca principe da Barbaccia, promotori della clonazione dell'Ordine Cavalieri di Federico II, millantava che la principessa avallasse il loro ordine e che fosse loro ambasciatrice a Londra,(registrazioni in Procure diversee alla stampa) così il Michael la Fosse Stewart,millantava di essere ricconosciuto dalla principessa Yasmin.Perchè Barbaccia e' impietoso verso Stewart , un elemento che e' tanto simile al suo modo di fare e disfare? Anche Stewart, come Barbaccia aveva riempito il mondo di Ordini e cavalierati fasulli, e sembrava Re del Governo Mondiale, finche' non si e' capito dov'era il trucco... Ora tutti abbiamo capito quali sono gli obiettivi di Barbaccia, dov'e' il trucco nella falsa perizia, e perche' Barbaccia non e' ne' un Antiochia, ne' un Hohenstaufen!Indipendentemente dalla diatriba giudiziaria, resta una realta' che anche se non sussistono prove che Barbaccia sia mafioso, e' incontestabile che sia un falso antiochia e che essendo personaggio pubblico e' di pubblico interesse sapere che gli atti giudiziari dicano che sia cugino di Francesco Barbaccia, un tranquillo dipendente della provincia che era capo della famiglia mafiosa di Marineo.E'incosntestabile che Francesco Barbaccia sia l'accompagnatore di Provenzano.E' incontestabile che la mafia abbia subito una trasformazione e che l'interpretazione sociopsicologica della mutazione della mafia, tenda a servirsi di territori neutrali ed insospettati.Non serve essere mafioso per essere utile alla mafia.Ci si chiede allora se il legittimo sospetto scatenato da giornalisti di Repubblica e vicini al Sisde,che Provenzano voglia impadronirsi della Sicilia tramite mafia, ndrangheta, massoneria deviata, e ...si vocifera... anche tramite falso Re ...non debba indurre la magistratura a maggior cautela nel chiudere l'episodio Barbaccia, come semplice mania araldica di un pataccaro o che non sia di loro competenza perseguire chi abusa di titoli nobiliari. E'indubbio che e' per lo meno bizzarro e farsesco, diciamo... ridicolo ...che uomini delle forze dell'ordine, prelati, o omonimi fasulli nobili, s'inginocchino ai piedi di un ex idraulico ciabattino, terza elementare che e' unico nella sua famiglia che da secoli e' etichettata Gotha mafia,ad aver rivendicato un rango e cognome che nulla ha degli Antiochia che sono vivi e vegeti in Sicilia e ben consapevoli di essere i veri ed unici Antiochia e contestano il Barbaccia. E'una realta' , però ,che ad avvantaggiarsi del castello di sabbia di Barbaccia sarebbe una famiglia Gotha mafia.Di pataccari e' pieno il mondo...ma non tutti...hanno inquietanti anamnesi familiari.Che uso ne fanno di un titolo e cognome che non gli appartiene ,di importanza storica mondiale?
Perche' non dare allora ai d'Antiochia il vero creedito di essere i d'Antiochia, ma darlo ad uno che si chiama Barbaccia o Barbassi Barbas Barbazzi , ma parla solo di Barbe, e non dei d'Antiochia che ci sono e si chiamano proprio d'Antiochia?Se esistono i d'Antiochia, perchè cercarli tra i peli di Barbaccia?
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Sabella: ''Patto mafia-Stato? potevamo scoprire tutto 10 anni fa''
di Nicola Biondo - 25 luglio 2009
Il patto tra stato e mafia? Chi ha lavorato come me da magistrato in Sicilia lo ha visto nel corso degli anni. Si è estrinsecato in mille modi... Io ne sono stato una delle vittime».
Alfonso Sabella, 46 anni, ex pm della Procura di Palermo negli anni ’90, ha arrestato decine di boss latitanti di Cosa nostra: da Giovanni Brusca a Leoluca Bagarella da Pietro Aglieri a Vito Vitale.
Il cacciatore di mafiosi, il giudice-sbirro, come si autodefinisce, dal suo ufficio al tribunale di Roma segue con enorme interesse le indagini dei suoi colleghi siciliani. Con un rimpianto: «Tutto quello che sta avvenendo oggi potevamo scoprirlo 10 anni fa. Abbiamo perso un occasione ma sono fiducioso».
Dottor Sabella perché questo rimpianto?
«Perché che ci fu una trattativa a cavallo delle stragi di Capaci e via D’Amelio lo avevano capito anche i sassi. Ma precise volontà che hanno creato un tappo alle indagini».
Si riferisce al papello a quella lista che Riina secondo alcuni testimoni avrebbe inviato allo Stato?
«Anche. Questa vicenda che adesso sembra una spy-story è fatta di sangue e trattative, di cui qualcuno dovrebbe sentire il peso morale».
Si riferisce al generale Mori o all’ex ministro Mancino che solo oggi ammette che la mafia provò a trattare?
«Posso solo dire che avviare una trattativa embrionale dopo la strage di Capaci con i corleonesi significava mandare automaticamente un messaggio: che il metodo stragista è pagante. Anche se mi rimane un dubbio. Mi sono sempre chiesto se uomini dello stato non abbiano avvicinato emissari della mafia subito dopo il delitto Lima, due mesi prima della strage di Capaci. Quella morte è davvero uno spartiacque. Quel delitto presuppone la fine di un patto e l’avvio di una trattativa».
E arriviamo a Capaci.
«A via D’Amelio. Perché vede Capaci ha di eclatante solo la modalità. Tutti i mafiosi dicono che nelle riunioni preparatorie si parlava di Falcone e di uccidere i politici che avevano tradito. Ma non parlano di Borsellino come di un obiettivo preciso. È la strage del 19 luglio ad essere completamente anomala. Apparentemente il peggior affare di Cosa nostra. Riina dai colloqui che Ciancimino intratteneva aveva capito che il sangue era il mezzo con il quale arrivare ad un patto. E per favore non si dica più che fu una vendetta perché il governo aveva emanato il 41bis. Quel decreto non aveva i numeri per poter essere convertito in legge. E invece con la strage cambia tutto e si apre il carcere duro per i mafiosi».
Qual è la sua idea allora?
«Brusca e altri ci dicono che la fissazione di Riina era ottenere la revisione del maxiprocesso che aveva condannato all’ergastolo proprio Riina. Dal carcere davanti ai giornalisti nel 1994 il boss dice: “Perchè quando esco che ho la moglie ancora giovane”. Borsellino non avrebbe mai accettato nulla del genere. Ma vorrei aggiungere una cosa».
Prego.
«Con le norme attuali oggi quel processo voluto fortissimamente da Falcone e Borsellino e pochi altri si risolverebbe in una pioggia di assoluzioni. Se si fosse arrivati alla revisione con le norme attuali Riina sarebbe stato assolto».
Cosa pensa dell’uscita di Riina su fatto che la strage di via D’Amelio non è cosa sua?
«Forse ha capito, o qualcuno gli ha suggerito, che questo è il momento di intorbidare le acque. Non ho mai avuto dubbi che la strage sia stata messa in piedi dagli uomini più fidati di Riina. Tutto si basa sul racconto di Scarantino ma chi lo ha indotto a mettersi in mezzo? L’ho interrogato a lungo. Non gli ho dato credito nemmeno quando si accusava di omicidi. Quella strage è ideata e attuata da uomini di Riina: i Graviano e i Madonia. E serviva ad alzare il prezzo della trattativa».
Poi però Riina finisce nella rete.
«Certo è il sacrificio umano che Provenzano compie. È lui che dopo via D’Amelio si intesta la trattativa ma su altre basi. Basta con il sangue – dice al popolo di cosa nostra - e non impedisce al Ros, che ha ricevuto la soffiata giusta da persone legate a lui, l’arresto del suo compare Riina».
È anche strano che Di Maggio, quello che ha fisicamente indicato Riina al Ros dica che Provenzano è morto e quindi è inutile cercarlo.
«Mi limito a rivelare che il RoS di Mori e Subranni dall’arresto di Riina in poi non fa più un’operazione degna di questo nome».
Il nuovo patto si consolida con l’arresto di Riina?
«È un passaggio fondamentale ma non è l’unico. Il primo aprile 1993 c’è una riunione di tutti i capi per decidere le stragi. Provenzano ha già fatto sapere che non le vuole in Sicilia e non partecipa. La risposta di Bagarella è chiara: perché il mio paesano non se ne va in giro con un cartello al collo e ci scrive pure che lui con le stragi non c’entra”….»
Si dissocia insomma.
«Ecco, la parola dissociazione va di pari passo con la trattativa. E intanto Provenzano conquista la leadership e macina ricchezza. Poi nel 1997 c’è un altro indizio di questo accordo».
Quale?
«Il fatto che il pentito Di Maggio, gestito dal Ros, scatena una guerra contro i suoi nemici utilizzando come manovalanza mafiosi che risultano essere confidenti dello stesso Ros. E parte la polemica contro la nostra procura e i pentiti perché Di Maggio è proprio quello che ha raccontato il famoso bacio di Riina ad Andreotti. E mentre noi indaghiamo su queste vicende la Procura di Caltanissetta affida in esclusiva allo stesso Ros di Mori le indagini sui mandanti esterni delle stragi».
E anche qui c’è un filo che lega molte cose. E si arriva all’altro obiettivo della trattativa. Quale?
«La dissociazione di cui il capo della procura di Caltanissetta Giovanni Tinebra, tra i tanti, è convinto assertore».
Di cosa si tratta?
«È una vecchia idea che viene suggerita a Provenzano. I mafiosi devono fare una dichiarazione in cui si arrendono ma non sono costretti a fare i nomi dei loro complici. In compenso escono dal 41 bis ed evitano qualche ergastolo».
Chi e quando la propone?
«Ne aveva parlato Ilardo per primo nel 1994. Poi nel 2000 otto boss fanno sapere che vogliono dissociarsi e chiedono un legge ad hoc. Io sono al Dap. Mi oppongo a questa soluzione e con me ci sono Caselli e il ministro di allora Fassino».
E finisce li?
«No, perché la cosa si ripropone di nuovo nel 2001 quando scopro che questa volta sono coinvolte tutte le mafie italiane a chiedere la dissociazione e che l’ambasciatore è salvatore Biondino legatissimo a Riina. Solo che stavolta pago la mia opposizione e il mio ufficio viene soppresso proprio da Tinebra che intanto aveva sostituito al Dap Caselli. Molto tempo dopo si scopre ed è tutt’ora oggetto di un’inchiesta della procura di Roma che il magistrato che Tinebra ha messo al mio posto al Dap collaborava proprio con il Sisde di Mori nella gestione definita anomala di alcuni detenuti e aspiranti collaboratori di giustizia».
In che modo ha pagato?
«Sono passato alla storia non come quello che ha arrestato Brusca e gli altri ma come il torturatore di Bolzaneto.... Questa macchia mi è rimasta e il Csm, guarda caso diretto da Mancino, occulta i documenti che provavano la mia estraneità ai fatti di Genova ed emette nei miei confronti un provvedimento infamante. E fa di più: quando mi lamento di tutto questo dal Csm viene comunicata all’Ansa la notizia che mi sarei candidato nelle liste di AN. Una falsità.
Quando inizia a capire di stare pagando quel no alla trattativa?
«Quando vengo a sapere che i servizi, con Pio Pompa legato alla Telecom, aprono un fascicolo su di me. Era parte di un operazione che coinvolgeva anche politici e altri colleghi. Ho chiesto di essere tutelato dal Csm. Ma sono stato lasciato solo».
Lei dice di essere una vittima di questo patto che Provenzano avrebbe sottoscritto con uomini dello stato in cambio di una nuova pace e molto silenzio. Secondo lei si riusciranno a trovare delle prove?
«Non credo che Provenzano abbia lasciato prove. Credo che ci siano responsabilità morali in questa storia e una serie di vicende ancora da chiarire. Ma una cosa la so: con la mafia non si tratta perché nel migliore dei casi, come il messaggio di Riina dimostra, ci si pone sotto ricatto».
Tratto da: L'Unita'
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Il patto tra stato e mafia? Chi ha lavorato come me da magistrato in Sicilia lo ha visto nel corso degli anni. Si è estrinsecato in mille modi... Io ne sono stato una delle vittime».
Alfonso Sabella, 46 anni, ex pm della Procura di Palermo negli anni ’90, ha arrestato decine di boss latitanti di Cosa nostra: da Giovanni Brusca a Leoluca Bagarella da Pietro Aglieri a Vito Vitale.
Il cacciatore di mafiosi, il giudice-sbirro, come si autodefinisce, dal suo ufficio al tribunale di Roma segue con enorme interesse le indagini dei suoi colleghi siciliani. Con un rimpianto: «Tutto quello che sta avvenendo oggi potevamo scoprirlo 10 anni fa. Abbiamo perso un occasione ma sono fiducioso».
Dottor Sabella perché questo rimpianto?
«Perché che ci fu una trattativa a cavallo delle stragi di Capaci e via D’Amelio lo avevano capito anche i sassi. Ma precise volontà che hanno creato un tappo alle indagini».
Si riferisce al papello a quella lista che Riina secondo alcuni testimoni avrebbe inviato allo Stato?
«Anche. Questa vicenda che adesso sembra una spy-story è fatta di sangue e trattative, di cui qualcuno dovrebbe sentire il peso morale».
Si riferisce al generale Mori o all’ex ministro Mancino che solo oggi ammette che la mafia provò a trattare?
«Posso solo dire che avviare una trattativa embrionale dopo la strage di Capaci con i corleonesi significava mandare automaticamente un messaggio: che il metodo stragista è pagante. Anche se mi rimane un dubbio. Mi sono sempre chiesto se uomini dello stato non abbiano avvicinato emissari della mafia subito dopo il delitto Lima, due mesi prima della strage di Capaci. Quella morte è davvero uno spartiacque. Quel delitto presuppone la fine di un patto e l’avvio di una trattativa».
E arriviamo a Capaci.
«A via D’Amelio. Perché vede Capaci ha di eclatante solo la modalità. Tutti i mafiosi dicono che nelle riunioni preparatorie si parlava di Falcone e di uccidere i politici che avevano tradito. Ma non parlano di Borsellino come di un obiettivo preciso. È la strage del 19 luglio ad essere completamente anomala. Apparentemente il peggior affare di Cosa nostra. Riina dai colloqui che Ciancimino intratteneva aveva capito che il sangue era il mezzo con il quale arrivare ad un patto. E per favore non si dica più che fu una vendetta perché il governo aveva emanato il 41bis. Quel decreto non aveva i numeri per poter essere convertito in legge. E invece con la strage cambia tutto e si apre il carcere duro per i mafiosi».
Qual è la sua idea allora?
«Brusca e altri ci dicono che la fissazione di Riina era ottenere la revisione del maxiprocesso che aveva condannato all’ergastolo proprio Riina. Dal carcere davanti ai giornalisti nel 1994 il boss dice: “Perchè quando esco che ho la moglie ancora giovane”. Borsellino non avrebbe mai accettato nulla del genere. Ma vorrei aggiungere una cosa».
Prego.
«Con le norme attuali oggi quel processo voluto fortissimamente da Falcone e Borsellino e pochi altri si risolverebbe in una pioggia di assoluzioni. Se si fosse arrivati alla revisione con le norme attuali Riina sarebbe stato assolto».
Cosa pensa dell’uscita di Riina su fatto che la strage di via D’Amelio non è cosa sua?
«Forse ha capito, o qualcuno gli ha suggerito, che questo è il momento di intorbidare le acque. Non ho mai avuto dubbi che la strage sia stata messa in piedi dagli uomini più fidati di Riina. Tutto si basa sul racconto di Scarantino ma chi lo ha indotto a mettersi in mezzo? L’ho interrogato a lungo. Non gli ho dato credito nemmeno quando si accusava di omicidi. Quella strage è ideata e attuata da uomini di Riina: i Graviano e i Madonia. E serviva ad alzare il prezzo della trattativa».
Poi però Riina finisce nella rete.
«Certo è il sacrificio umano che Provenzano compie. È lui che dopo via D’Amelio si intesta la trattativa ma su altre basi. Basta con il sangue – dice al popolo di cosa nostra - e non impedisce al Ros, che ha ricevuto la soffiata giusta da persone legate a lui, l’arresto del suo compare Riina».
È anche strano che Di Maggio, quello che ha fisicamente indicato Riina al Ros dica che Provenzano è morto e quindi è inutile cercarlo.
«Mi limito a rivelare che il RoS di Mori e Subranni dall’arresto di Riina in poi non fa più un’operazione degna di questo nome».
Il nuovo patto si consolida con l’arresto di Riina?
«È un passaggio fondamentale ma non è l’unico. Il primo aprile 1993 c’è una riunione di tutti i capi per decidere le stragi. Provenzano ha già fatto sapere che non le vuole in Sicilia e non partecipa. La risposta di Bagarella è chiara: perché il mio paesano non se ne va in giro con un cartello al collo e ci scrive pure che lui con le stragi non c’entra”….»
Si dissocia insomma.
«Ecco, la parola dissociazione va di pari passo con la trattativa. E intanto Provenzano conquista la leadership e macina ricchezza. Poi nel 1997 c’è un altro indizio di questo accordo».
Quale?
«Il fatto che il pentito Di Maggio, gestito dal Ros, scatena una guerra contro i suoi nemici utilizzando come manovalanza mafiosi che risultano essere confidenti dello stesso Ros. E parte la polemica contro la nostra procura e i pentiti perché Di Maggio è proprio quello che ha raccontato il famoso bacio di Riina ad Andreotti. E mentre noi indaghiamo su queste vicende la Procura di Caltanissetta affida in esclusiva allo stesso Ros di Mori le indagini sui mandanti esterni delle stragi».
E anche qui c’è un filo che lega molte cose. E si arriva all’altro obiettivo della trattativa. Quale?
«La dissociazione di cui il capo della procura di Caltanissetta Giovanni Tinebra, tra i tanti, è convinto assertore».
Di cosa si tratta?
«È una vecchia idea che viene suggerita a Provenzano. I mafiosi devono fare una dichiarazione in cui si arrendono ma non sono costretti a fare i nomi dei loro complici. In compenso escono dal 41 bis ed evitano qualche ergastolo».
Chi e quando la propone?
«Ne aveva parlato Ilardo per primo nel 1994. Poi nel 2000 otto boss fanno sapere che vogliono dissociarsi e chiedono un legge ad hoc. Io sono al Dap. Mi oppongo a questa soluzione e con me ci sono Caselli e il ministro di allora Fassino».
E finisce li?
«No, perché la cosa si ripropone di nuovo nel 2001 quando scopro che questa volta sono coinvolte tutte le mafie italiane a chiedere la dissociazione e che l’ambasciatore è salvatore Biondino legatissimo a Riina. Solo che stavolta pago la mia opposizione e il mio ufficio viene soppresso proprio da Tinebra che intanto aveva sostituito al Dap Caselli. Molto tempo dopo si scopre ed è tutt’ora oggetto di un’inchiesta della procura di Roma che il magistrato che Tinebra ha messo al mio posto al Dap collaborava proprio con il Sisde di Mori nella gestione definita anomala di alcuni detenuti e aspiranti collaboratori di giustizia».
In che modo ha pagato?
«Sono passato alla storia non come quello che ha arrestato Brusca e gli altri ma come il torturatore di Bolzaneto.... Questa macchia mi è rimasta e il Csm, guarda caso diretto da Mancino, occulta i documenti che provavano la mia estraneità ai fatti di Genova ed emette nei miei confronti un provvedimento infamante. E fa di più: quando mi lamento di tutto questo dal Csm viene comunicata all’Ansa la notizia che mi sarei candidato nelle liste di AN. Una falsità.
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«Non credo che Provenzano abbia lasciato prove. Credo che ci siano responsabilità morali in questa storia e una serie di vicende ancora da chiarire. Ma una cosa la so: con la mafia non si tratta perché nel migliore dei casi, come il messaggio di Riina dimostra, ci si pone sotto ricatto».
Tratto da: L'Unita'
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Archivio Genchi: La giustizia dei capi di Gabinetto
di Monica Centofante - 29 giugno 2009
Qualche tempo fa, quando il gip Maria Teresa Belmonte aveva archiviato alcune indagini sull’allora pubblico ministero Luigi de Magistris, si era gridato allo scandalo. Perché per ragioni di opportunità quel giudice, che era nientepopodimenoche la moglie del fratello di Michele Santoro (colpevole di essersi occupato di de Magistris nel corso di alcune puntate di Annozero), avrebbe dovuto astenersi dall’incarico poiché per qualche imprecisato motivo non avrebbe potuto prendere una decisione serena e imparziale.
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